Il voto elettronico sta mettendo in pericolo la democrazia diretta!
Il voto elettronico: uno stop immediato!

(Initiative populaire fédérale)

La democrazia diretta costituisce il valore più nobile della Svizzera e riscontra una grande fiducia. Questa però al momento viene messa a rischio in modo grossolano con l’impiego di sistemi e-voting insicuri e non trasparenti. Con la moratoria vogliamo impedire l’e-voting finché non verrà garantita la trasparenza e le manipolazioni saranno rese impossibili come sugli altri canali di voto (divieto a termine). Sarà possibile di riporre la nostra fiducia in modo fondato nella democrazia diretta solamente se tutte le fasi essenziali del voto sono comprensibili e attuabili dall‘elettorato senza competenze specifiche.


Gli argomenti principali...


HAcker

Nessuna protezione contro gli hacker.

 


Kosten e-voting

Costi astronomici e ingiustificabili.


Bundeshaus e-voting

La democrazia ha bisogno di fiducia.

Argomenti, domande e risposte, miti

Il voto elettronico: cosa significa?

Il voto elettronico (o "e-voting") significa che gli elettori possono votare via Internet. Finora il voto elettronico ha svolto solo un ruolo marginale nel voto e nelle elezioni. In Svizzera, la Confederazione e i Cantoni hanno progetti per introdurre il voto elettronico dal 2000. Nel 2004, questo canale di voto è stato utilizzato per la prima volta in un referendum federale in via sperimentale. Il Cantone di Ginevra, in particolare, si è rivelato un pioniere del voto elettronico. Ha sviluppato e ospita un proprio sistema, che viene utilizzato da altri Cantoni (ma che sarà interrotto nel 2020, ufficialmente "per una questione di costi"). Il secondo sistema, utilizzato da diversi cantoni, è quello della Posta Svizzera (che viene fornito da una società privata estera). Tra le prime prove e l'inizio del 2019, 14 Cantoni hanno testato il voto elettronico in una forma o nell'altra.

Come funziona il voto elettronico?
Il voto elettronico non semplifica nulla.
Chi può utilizzare il voto elettronico?
La Confederazione accelera le cose
La Confederazione ignora i difetti
Perché questa iniziativa?
Perché una moratoria?
Perché una moratoria di cinque anni?
Sono esclusi nuovi test durante la moratoria?
Non siamo avversari del progresso tecnologico!
La democrazia ha bisogno di fiducia
Il conteggio deve rimanere comprensibile
Il voto elettronico non aumenta la partecipazione
Costi astronomici e ingiustificabili
E-banking: il confronto non è giusto
Nessuna protezione contro gli hacker
Il pericolo di manipolazione del voto è reale.
Il sistema di Ginevra è stato violato
I cantoni stanno lasciando la nave
Prendiamo sul serio le richieste degli Svizzeri all'estero.
Altri paesi rinunciano

Testo dell'iniziativa

a Costituzione federale[1] è modificata come segue :

Art. 339 cpv. 1bis

1bis L’impiego di procedure di voto elettroniche è vietato.

 

Art. 197 n. 12[2]
12. Disposizione transitoria dell’art. 39 cpv 1bis (Impiego di procedure di voto elettroniche)

1 L’articolo 39 capoverso 1bis entra in vigore accettato che sia dal Popolo e dai Cantoni; dalla sua accettazione tutte le disposizioni del diritto cantonale e del diritto federale concernenti le procedure di voto elettroniche non sono più applicabili.

2 L’Assemblea federale può revocare il divieto mediante legge federale se è garantita una sicurezza contro le manipolazioni almeno equivalente a quella del voto manoscritto, segnatamente se, nel rispetto del segreto del voto:
    a. li votanti possono verificare senza conoscenze specialistiche particolari le fasi essenziali del voto elettronico;
    b. tutti i voti sono conteggiati così come sono stati espressi dai votanti, in conformità alla loro libera e reale volontà e in assenza di influenze esterne; e
    c. i risultati parziali del voto elettronico possono essere determinati in modo univoco e inalterato e all’occorrenza possono essere verificati in modo affidabile e senza conoscenze specialistiche particolari mediante un nuovo conteggio, così da escludere il riconoscimento di risultati parziali che non soddisfano i requisiti di cui alle lettere a e b.

3 L’Assemblea federale può revocare il divieto al più presto cinque anni dopo la sua entrata in vigore.

[1]  RS 101

[2]  Il numero definitivo della presente disposizione transitoria sarà stabilito dalla Cancelleria federale dopo la votazione popolare.

L'iniziativa è stata lanciata dai seguenti membri del comitato (cognome in ordine alfabetico):

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Jorgo Ananiadis, Ostermundigen
 
 
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Thomas Bigliel, Landquart
 
 
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Silvio Bonzanigo, Luzern
 
 
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René Droz, Worb BE
 
 
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Benjamin Fischer, Volketswil
 
 
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Tamara Funiciello, Bern
 
 
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Balthasar Glättli, Zürich
 
 
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Franz Grüter, Eich


 
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Kenny Gubser, St. Gallen
 
 
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Matthias Hildbrand, Ried-Brig VS
 
 
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Pierre-Antoine Hildbrand, Lausanne VD
 
 
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Jonas Ineichen, Emmenbrücke LU


 
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Vincent Keller, Renens VD
 
 
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Prisca Koller, Hettlingen ZH
 
 
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Alfred Künzler, Winterthur ZH
 
 
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David Limacher, 6005 Luzern


 
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Claudio Luck, Zürich
 
 
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Hans Moser, 9470 Buchs SG
 
 
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Nicolas A. Rimoldi, Luzern
 
 
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Gregor Rutz, Zollikon ZH


 
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Simon Schlauri, Zürich
 
 
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Jean Christophe Schwaab, 1097 Riex VD
 
 
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Michelle Singer, Utzensdorf BE
 
 
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Martin Steiger, Zürich


 
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Artur Terekhov, Oberengstringen
 
 
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Michelle Wandeler, Beromünster LU
 
 
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Claudio Zanetti, Gossau ZH
 
 
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Questa iniziativa è sostenuta dalle seguenti organizzazioni:

Opinioni selezionate della popolazione e della politica

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«E-Voting gefährdet das Vertrauen in die Demokratie, denn es erlaubt, Misstrauen in Endergebnisse einfach und günstig zu streuen.»

Claudio Luck

Chaos Computer Club (TI)

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«Die Vorkommnisse in Genf sowie die Scytl-Erfahrungen zeigen: E-Voting ist mitnichten so sicher wie die schriftliche Urnenabstimmung. Nicht nur wegen Hacking-Gefahren. Auch die zentrale, IT-basierte Organisation (statt dezentraler Urnen in jedem Wahlkreis) birgt Risiken, die das Vertrauen in die direkte Demokratie kaum fördern. Daher ist E-Voting der Stecker zu ziehen, um die freie Demokratie zu retten!»

Artur Terekhov

Inh. AT Recht Steuern (ZH)

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«E-Voting muss genauso sicher und überprüfbar sein wie das traditionelle Abstimmen an der Urne. Wir dürfen unsere direkte Demokratie nicht gefährden, bloss weil E-Voting bequem und modern wirkt.»

Martin Steiger

Rechtsanwalt (ZH)

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«E-Voting gefährdet das Vertrauen der StimmbürgerInnen. Denn sie sind gezwungen, die Kontrolle über den Ablauf von Wahlen und Abstimmungen sowie die Auszählung an Experten und Privatunternehmen zu delegieren.»

Jean Christophe Schwaab

Gemeinderat / alt Nationalrat (VD)

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«Erfahrungen aus vielen Ländern zeigen, dass E-Voting-Systeme interessante Angriffsziele für Hacker und Grossmächte sind. Werden Wahlen und Abstimmungen manipuliert, so gefährdet dies das Vertrauen in unsere Demokratie.»

Franz Grüter

Nationalrat / Unternehmer (LU)

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«Abstimmungen müssen nicht nur den Gewinner ermitteln. Ebenso wichtig ist, dass das Resultat von den Verlierern akzeptiert wird. Die Zweifel, welche durch E-Voting geschürt werden, rütteln an diesem Fundament der Demokratie.»

Balthasar Glättli

Nationalrat / Fraktionschef (ZH)

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«Hacking bedroht unsere Daten, unsere Abstimmungen und unsere Demokratie. 
E-Voting muss gestoppt werden, bis es irgendwann sicher genug sein wird.»

Prisca Koller

Kantonsrätin / Volkswirtin (ZH)

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«E-Voting gefährdet unnötigerweise die Sicherheit unserer einzigartigen Demokratie. Nur unsere Initiative ermöglicht den Bürgerinnen und Bürgern zu entscheiden, ob sie das Risiko E-Voting überhaupt wollen.»

Nicolas A. Rimoldi

Student / Mitglied Jungfreisinnige (LU)

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